Aquaplaning: perché si forma, quali sono i fattori di rischio, come comportarsi se scatta e come prevenirlo con gomme e velocità corrette. Guida pratica.
Data di pubblicazione
11 Maggio 2026
Autore
Team AutoSuperMarket
Auto che percorre una strada bagnata con spray d'acqua sollevato dagli pneumatici durante una forte pioggia

Aquaplaning: cos'è, come evitarlo e cosa fare se succede

Data di pubblicazione
11 Maggio 2026

4 min

L'aquaplaning si verifica in una frazione di secondo: l'auto smette di rispondere al volante, i freni non hanno effetto, l'acceleratore è inutile. Il veicolo galleggia su un cuscinetto d'acqua e prosegue per inerzia. Non è un problema di guida sbagliata nel momento in cui accade: è quasi sempre il risultato di scelte fatte prima, su velocità, pneumatici e pressione delle gomme.

 

Cos'è l'aquaplaning e perché si forma

L'aquaplaning, detto anche acquaplaning, è il fenomeno che si verifica quando l'acqua sulla strada si accumula davanti agli pneumatici più velocemente di quanto questi riescano a drenare. Si forma un cuscinetto d'acqua tra la gomma e l'asfalto che annulla l'attrito: il veicolo perde il contatto con il manto stradale e con esso ogni possibilità di sterzare o frenare in modo efficace.

Uno pneumatico in buone condizioni a 80 km/h riesce a espellere fino a 30 litri d'acqua al secondo. Superata una certa velocità, o con il battistrada consumato, questa capacità non è più sufficiente e l'acqua residua si accumula sotto la gomma.

 

A che velocità scatta l'aquaplaning

Non c'è una soglia fissa, perché dipende da più variabili. In linea generale:

  • Sotto i 60-70 km/h gli pneumatici in buone condizioni riescono a gestire la maggior parte delle situazioni di bagnato
  • Il rischio sale in modo significativo oltre gli 80 km/h
  • A 130 km/h con una pozzanghera profonda anche solo 5 mm, l'aquaplaning è praticamente inevitabile

Per questo il Codice della Strada riduce i limiti in caso di pioggia: 110 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane. Non sono numeri arbitrari: riflettono esattamente questa fisica.

 

 

I fattori che aumentano il rischio

Velocità: è il fattore principale. Più si va veloci, più acqua deve essere spostata nell'unità di tempo.

Battistrada consumato: il limite legale è 1,6 mm, ma a quella profondità l'efficienza di drenaggio è già dimezzata rispetto a uno pneumatico nuovo. Il valore consigliato per sostituire le gomme è 3-4 mm. Un metodo pratico: inserisci una moneta da 1 euro nell'intaglio del battistrada. Se la fascia dorata esterna sporge completamente, le gomme sono da cambiare. Per approfondire come leggere i valori di usura, la guida sullo spessore minimo del battistrada copre tutti i riferimenti normativi.

Pressione sbagliata: sia le gomme troppo gonfie che quelle troppo sgonfie aumentano il rischio. Verifica la pressione corretta sul libretto o sull'etichetta all'interno dello sportello del conducente.

Dimensione degli pneumatici: le gomme più larghe hanno una superficie di contatto maggiore, ma in condizioni di bagnato intenso drenano meno bene delle gomme strette. È un aspetto che conta soprattutto in fase di scelta degli pneumatici.

Peso del veicolo: le auto più pesanti sono meno soggette all'aquaplaning perché la massa schiaccia il pneumatico sull'asfalto con più forza.

Condizioni stradali: asfalto liscio, buche, avvallamenti e cunette dove si accumula l'acqua aumentano il rischio rispetto a strade con asfalto drenante.

 

Cosa fare se l'aquaplaning scatta

Il momento in cui lo riconosci — sterzo che non risponde, giri motore che salgono improvvisamente, auto che sbanda — hai pochissimi secondi. Le regole da seguire:

  1. Non frenare bruscamente: i freni non hanno effetto se le ruote non toccano l'asfalto, e una frenata improvvisa può peggiorare la situazione quando l'aderenza torna
  2. Non sterzare bruscamente: con le ruote che galleggiano, una sterzata violenta può portare a un testacoda quando l'aderenza si ripristina
  3. Mantieni la calma e tieni il volante dritto
  4. Decelera molto lentamente, rilasciando gradualmente l'acceleratore

Il comportamento specifico dipende anche dal tipo di trazione:

Trazione Cosa fare
Anteriore Decelera, poi sterza nella direzione opposta allo slittamento
Posteriore Accelera leggermente, poi sterza nella direzione opposta allo slittamento
Integrale Sterza nella direzione dello slittamento, poi correggi in direzione opposta

 

Come prevenire l'aquaplaning

Riduci la velocità quando piove: non basta rispettare i limiti, spesso conviene scendere sotto. La velocità è la variabile che puoi controllare in ogni momento.

Controlla gli pneumatici prima dei viaggi lunghi: pressione, spessore del battistrada e assenza di danni visibili. Non aspettare la revisione per accorgertene. Se stai acquistando un'auto usata, verifica lo stato delle gomme tra i controlli da fare prima dell'acquisto: pneumatici usurati o con pressione irregolare sono uno dei problemi che emergono subito dopo l'acquisto.

Disattiva il cruise control quando piove: con il controllo automatico della velocità attivo, il sistema non reagisce all'aquaplaning come farebbe un conducente attento. Gestisci tu la velocità.

Scegli la posizione giusta in carreggiata: in caso di pioggia forte, tieniti al centro della corsia. L'acqua tende ad accumularsi ai lati della carreggiata, anche su autostrade con asfalto drenante.

Mantieni la distanza di sicurezza: su bagnato lo spazio di frenata aumenta significativamente. Seguire la scia di un veicolo che precede (a distanza adeguata) riduce anche la quantità d'acqua sulla quale transiti.

 

FAQ

Cos'è l'aquaplaning?

È il fenomeno per cui un veicolo perde il contatto con l'asfalto perché l'acqua sulla strada non viene drenata abbastanza velocemente dagli pneumatici. Si forma un cuscinetto d'acqua che annulla l'aderenza e rende impossibile frenare o sterzare in modo efficace.

A che velocità inizia il rischio di aquaplaning?

Il rischio sale in modo significativo oltre gli 80 km/h. Con battistrada consumato o pozzanghere profonde può verificarsi anche a velocità più basse. A 130 km/h con 5 mm d'acqua sull'asfalto è praticamente inevitabile.

Cosa non si deve fare in caso di aquaplaning?

Non frenare bruscamente e non sterzare in modo violento. Decelera lentamente rilasciando l'acceleratore e mantieni il volante il più dritto possibile finché l'aderenza non torna.

Il battistrada a 1,6 mm è sufficiente per evitare l'aquaplaning?

È il minimo legale, ma a quella profondità l'efficienza di drenaggio è già dimezzata rispetto a uno pneumatico nuovo. Il valore consigliato per cambiare le gomme è 3-4 mm.

Il cruise control aumenta il rischio di aquaplaning?

Sì, perché non reagisce alla perdita di aderenza come farebbe un conducente. Disattivalo sempre quando piove.

 

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