Hai un'auto di vent'anni e qualcuno ti ha detto che è diventata "d'epoca". Tecnicamente non è così. In Italia auto storica e auto d'epoca sono due categorie distinte, con requisiti diversi, vantaggi fiscali diversi e regole di circolazione diverse. Confonderle è l'errore più comune, e può costare soldi e problemi pratici.
Auto storica e auto d'epoca: la differenza che conta
L'art. 60 del Codice della Strada distingue due categorie separate.
Auto di interesse storico e collezionistico (comunemente chiamata "auto storica"): ha almeno 20 anni di età, conserva le caratteristiche originarie di costruzione ed è iscritta in uno dei registri riconosciuti dall'art. 60, tra cui ASI, Registro Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo e Storico FMI. Può circolare liberamente su strada, deve fare la revisione biennale e paga il bollo auto ridotto del 50% se in possesso del Certificato di Rilevanza Storica (CRS) annotato sulla carta di circolazione.
Auto d'epoca: ha almeno 30 anni di età ed è iscritta all'ASI con relativa targa H. Ha cessato la funzione di mezzo di trasporto quotidiano. Non può circolare su strade ordinarie se non in occasione di manifestazioni, raduni o esposizioni autorizzate, per le quali si usa una targa speciale F. È esente dal bollo ordinario.
Nel linguaggio comune i due termini vengono usati in modo intercambiabile, ma dal punto di vista legale e fiscale la distinzione è netta.
Quando un'auto diventa storica: i requisiti
Per ottenere il riconoscimento di veicolo di interesse storico e collezionistico servono tre condizioni contemporanee:
Età minima di 20 anni dalla costruzione, non dall'immatricolazione. Se l'auto è stata prodotta nel 2003 e immatricolata nel 2005, si conta dal 2003.
Conservazione delle caratteristiche originarie: il veicolo deve corrispondere alle specifiche di fabbrica. Modifiche estetiche o tecniche non previste dal costruttore compromettono il riconoscimento, salvo gli adeguamenti imposti per legge per la circolazione.
Iscrizione a un registro riconosciuto e Certificato di Rilevanza Storica: il CRS viene rilasciato da ASI o dagli altri registri di marca riconosciuti. Va richiesto presentando documentazione tecnica e fotografica del veicolo. Una volta ottenuto, va annotato sulla carta di circolazione per avere valore ai fini fiscali e assicurativi.
Bollo auto storica 2026: quanto si paga
I veicoli tra i 20 e i 29 anni con Certificato di Rilevanza Storica annotato sul libretto godono di una riduzione del 50% sul bollo. I veicoli con oltre 30 anni sono esenti dal bollo ordinario: se circolano su strada pubblica, pagano solo una tassa di circolazione forfettaria, circa 25-30 euro annui con importo variabile per Regione.
Senza il CRS annotato sulla carta di circolazione, lo sconto non si applica: un'auto di 25 anni priva di certificazione paga il bollo pieno come qualsiasi altro veicolo. L'iscrizione al registro e l'annotazione sulla carta di circolazione sono passaggi obbligatori, non opzionali.
Assicurazione auto storica: come funziona
Le compagnie assicurative propongono polizze dedicate alle auto storiche con premi significativamente più bassi rispetto alle polizze standard. Il risparmio è possibile perché questi veicoli percorrono in genere pochi chilometri all'anno e non vengono usati come mezzo di trasporto quotidiano.
Le condizioni tipiche delle polizze storiche prevedono:
- Chilometraggio annuo limitato, spesso tra 3.000 e 6.000 km
- Uso esclusivo per raduni, esposizioni e spostamenti occasionali
- Garanzia di valore concordato: in caso di sinistro totale, l'indennizzo è basato sul valore di mercato del veicolo storico, non sul valore commerciale residuo
Se usi l'auto storica come mezzo di trasporto regolare, la polizza dedicata non è quella giusta: rischi che la compagnia non liquidi il sinistro per uso difforme da quanto dichiarato.
Circolazione in ZTL e zone a basse emissioni
Le auto storiche non godono di esenzioni automatiche dalle ZTL e dalle zone a basse emissioni. La loro classificazione emissiva è basata sulla categoria Euro di omologazione, che per molti veicoli storici è Euro 0 o Euro 1: le categorie più soggette ai blocchi del traffico nelle città del Nord Italia.
Alcuni Comuni prevedono deroghe specifiche per i veicoli di interesse storico certificati, proprio perché il loro uso è occasionale e non contribuisce in modo significativo all'inquinamento quotidiano. Ma la deroga non è automatica: va verificata comune per comune prima di entrare in zone limitate.
Revisione auto storica
Le auto di interesse storico che circolano su strada hanno l'obbligo di revisione biennale, come qualsiasi altro veicolo. La revisione viene effettuata con criteri adattati all'epoca di costruzione del veicolo: non si applicano gli standard attuali sulle emissioni, ma quelli vigenti al momento dell'omologazione originale.
Le auto d'epoca con targa H, che non circolano su strada ordinaria, non hanno obbligo di revisione periodica.
Come ottenere il riconoscimento storico: la procedura
Il percorso per ottenere il CRS e l'iscrizione al registro è gestito dall'ASI o dai registri di marca:
- Verifica che il veicolo abbia almeno 20 anni di età dalla costruzione
- Controlla che le caratteristiche tecniche corrispondano alle specifiche originali
- Presenta domanda all'ASI o al registro di marca competente con documentazione fotografica e tecnica del veicolo
- Ottieni il Certificato di Rilevanza Storica
- Fai annotare il CRS sulla carta di circolazione alla Motorizzazione o tramite lo sportello PRA
Il costo di iscrizione e certificazione varia tra 100 e 300 euro a seconda dell'ente e della procedura. Una volta iscritto, il veicolo mantiene il riconoscimento a tempo indeterminato, salvo modifiche che alterino le caratteristiche originarie.
Se stai valutando l'acquisto di un'auto storica, verifica sempre che il CRS sia già presente e annotato sulla carta di circolazione: ottenerlo dopo l'acquisto richiede tempo e non è sempre scontato se il veicolo ha subito modifiche.
FAQ sull'auto d'epoca
Dopo quanti anni un'auto diventa d'epoca?
L'auto di interesse storico e collezionistico richiede almeno 20 anni dalla costruzione più l'iscrizione a un registro riconosciuto. L'auto d'epoca vera e propria, con targa H e impossibilità di circolazione ordinaria, richiede almeno 30 anni. I due termini non sono sinonimi.
Un'auto di 25 anni è automaticamente esentata dal bollo?
No. Per avere lo sconto del 50% sul bollo serve il Certificato di Rilevanza Storica annotato sulla carta di circolazione. Senza certificazione, un'auto di 25 anni paga il bollo pieno come qualsiasi altro veicolo.
Le auto storiche possono entrare nelle ZTL?
La loro classe emissiva (spesso Euro 0 o Euro 1) le rende soggette ai blocchi del traffico come qualsiasi altro veicolo della stessa categoria. Alcuni Comuni prevedono deroghe specifiche per i veicoli storici certificati, ma vanno verificate caso per caso.
Posso usare un'auto storica tutti i giorni?
Se è un veicolo di interesse storico regolarmente iscritto e con revisione in corso, sì. Ma la polizza assicurativa dedicata alle storiche prevede in genere un chilometraggio annuo limitato e uso non quotidiano. Se la usi come auto principale, devi stipulare una polizza standard.
Quanto vale un'auto storica rispetto a una normale?
Alcuni veicoli storici si sono apprezzati significativamente nel tempo, soprattutto i modelli iconici in buono stato di conservazione originale. La valutazione si basa su originalità, stato di conservazione, storia documentata e rarità, non sul chilometraggio o sull'anno come per un'auto usata normale.
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