Il divieto di fermata è il più severo: vieta qualsiasi arresto volontario, anche “solo un minuto” per far scendere qualcuno. Il segnale è un cerchio blu con bordo rosso e una X rossa (due barre diagonali). Se non ci sono pannelli integrativi, si intende sempre attivo e la rimozione può essere disposta anche senza il pannello “carro attrezzi”.
Cosa vieta, in pratica
Per capire il divieto di fermata serve la definizione:
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Fermata: sospensione temporanea e brevissima della marcia (salita/discesa persone o altre esigenze di brevissima durata), con conducente presente e pronto a ripartire.
Il cartello di divieto di fermata ti dice: anche quella fermata brevissima non la puoi fare qui (tranne i casi in cui non stai “scegliendo” di fermarti).
Le uniche eccezioni “vere”
Il divieto di fermata non può annullare:
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arresto imposto dalla circolazione (semaforo, traffico, precedenze)
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situazioni di emergenza/forza maggiore (avaria, malessere), che rientrano in altre categorie di fermo del veicolo.
Traduzione: non puoi usarlo come scusa per “mi fermo un attimo”, ma se sei bloccato in colonna non è una violazione.
Durata e pannelli
Il regolamento sui segnali è esplicito: il segnale di divieto di fermata si usa dove, in assenza di iscrizioni integrative, sono vietate in permanenza fermata e sosta e “comunque qualsiasi momentaneo arresto volontario”.
Può esserci un pannello con orari o frecce, ma l’impostazione base è “sempre”.
Rimozione forzata
Sempre secondo il regolamento, il segnale non deve essere corredato dal pannello “rimozione” perché la rimozione coatta può essere eseguita comunque a norma di legge.
Divieto anche senza cartello
Occhio: ci sono posti in cui fermata e sosta sono vietate per legge anche se non vedi il cartello, ad esempio (art. 158):
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in prossimità di passaggi a livello
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in galleria/sottovia e simili
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su dossi e curve (in particolare fuori dai centri abitati e su urbane di scorrimento)
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in prossimità di intersezioni (regole e distanze diverse tra dentro e fuori centri abitati)
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su attraversamenti pedonali/ciclabili e piste ciclabili
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sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.
Multe e punti nel 2026
Anche qui conta dove ti fermi (art. 158):
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violazioni “ordinarie” dell’articolo: 42–173 € per auto
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fermata/sosta in molte delle situazioni del comma 1: 87–344 € per auto
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casi più pesanti (es. banchine in centri abitati, alcune ipotesi su fermate bus/corsie riservate): fino a 165–660 € per auto
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stalli disabili e scivoli/raccordi: fino a 330–990 € per auto
La sanzione può applicarsi per ogni giorno in cui la violazione continua.
Punti patente: la tabella dell’art. 126-bis prevede 2 punti per alcune violazioni dell’art. 158 (comma 2, lettere d, g, h). In pratica: fermarti dove non puoi in aree “sensibili” (come fermate bus/spazi disabili/corsie riservate) può costarti anche punti.
Se stai ripassando per l’esame, il divieto di fermata rientra tra i classici dei segnali di divieto e compare spesso nei quiz della patente B.
Trappole tipiche
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“Solo per far scendere qualcuno”: è fermata, quindi vietata.
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“Sono rimasto in auto”: non cambia, il divieto è sull’arresto volontario.
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“Metto le quattro frecce”: non rende legale la manovra.
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“È sera, vale meno”: al contrario, senza pannelli è pensato come divieto permanente.
FAQ divieto di fermata
Divieto di fermata vuol dire anche divieto di sosta?
Sì: vieta entrambe (non puoi né fermarti né parcheggiare).
Posso fermarmi se non intralcio?
No: “non intralcio” è una condizione della fermata normale; qui la fermata è vietata in sé.
È valido 24 ore su 24?
In assenza di pannelli integrativi sì, nasce come divieto permanente.
Serve il pannello carro attrezzi per la rimozione?
No: per il divieto di fermata il regolamento prevede che non sia necessario, perché la rimozione può essere eseguita comunque.
Quando scattano anche i punti?
In alcune violazioni specifiche dell’art. 158 (comma 2, lettere d, g, h) è prevista decurtazione di 2 punti nella tabella art. 126-bis.